Metamorfosi tecnologica: il caso delle slot machine online
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Metamorfosi tecnologica: il caso delle slot machine online

Sono passati anni, e il processo tecnologico ormai è parte integrante della nostra vita. E c’interessa, ci fa star bene, ci fa pensare in un futuro migliore senza per forza dover ricorrere a un episodio di Black Mirror. Dunque, ogni settore della nostra esistenza si adegua pian piano al cambiamento mondiale e dei macchinari che quotidianamente ci danno lavoro da fare – o lo fanno per noi. Ecco, ma come cambiamo attraverso l’influenza di questi apparecchi? Il gioco d’azzardo ci viene in soccorso. Un esempio? Progettare una slot machine è una storia ben più ampia della semplice creazione di un gioco.

Tutto questo per dire che una slot machine non è solo inserire monete e incassare – molto eventualmente – i premi. Ha alla base un rapporto tra apparecchio e giocatore, e poi cura anche la base demografica a cui si rivolge: per questo motivo hanno un tema, non per altro. Ah, beata ingenuità: è che in questo modo puoi creare un vero e proprio ‘do ut des’ con chi la utilizza, un rapporto di reciproco ‘affetto’ e codipendenza. Non solo per lo sbrilluccicare del giallo del limone o il verde della gemma.

Quali sono i temi più amati? Quello del Vaso di Pandora è decisamente evocativo, ma sull’Antico Egitto le slot sono un passo in avanti, anche per questioni di grafica. Le piramidi hanno il loro fascino, così come le sfingi. Il faraone, poi, è simbolo di ricchezza e di potere: ed è un’immagine che non va via, che strega i giocatori e che fa produrre e sborsare più monete.

Book of Ra è un esempio: le caratteristiche sono note, ma è molto gettonato sia nella versione elettronica che in quella specificamente costruita per le sale da gioco. C’è il Dio Sole, c’è il massimo emblema della vittoria: poi si vince il libro della divinità, quello che contiene tutti i segreti della vita. Il trono d’Egitto, insomma, fa gola. Soprattutto per quei simboli che racchiudono il senso d’esistenza dei faraoni. E poi: Cleopatra, le donne, l’eterna lotta tra uomo e divinità e la fine di tutto con i sarcofagi.

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Sono metafore di vita, così com’è stato concepito Scrools of Ra: cinque rulli che segnalano le possibili combinazioni vincenti contraddistinti dai classici simboli egiziani. Che danno costantemente l’illusione – e talvolta la certezza – di una facile vittoria.

Non solo Egitto e Ramses vari: c’è anche – come dimostra l’ampio database di slot machine online ospitato da Gaming Report – qualcosa per gli amanti dei film. Su tutti GhostBusters o anche King Kong. C’è chi giura d’aver giocato anche alla versione di Basic Instinct, con Sharon Stone intenta a fare quel gioco che ha reso così famoso quel film, fino a farla diventare una pellicola cult.

Scelte infinite che permettono di avvicinare tutti, addirittura i ‘nerds’: sicuramente una svolta che ha avuto grande popolarità tra i giovani, sempre più attratti dal gioco in sé.

Cosa vuol dire tutto questo? Si chiama concetto di volatilità, un qualcosa concretizzato proprio dall’ampia – pardon: sterminata – chance di scelta tra le slots.

Lo spiega William Si Reed, un maestro sull’argomento: in pratica, quando si aumentano le opzioni di gioco a disposizione di chi ne vuole usufruire, quest’ultimo si sente dunque più libero di svariare le sue puntate e diminuirà il fattore volatilità. In sostanza: un aumento della spesa complessiva, una diminuzione delle chance di vittoria del giocatore. Vince il banco, sempre e comunque.

E vince il banco anche per quanto riguarda la zona e il flusso, concetti importanti del gioco teorizzati dallo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi: pare infatti che questi due fattori siano fondamentali.

Per quale motivo è presto detto: il flusso è formato da quattro criteri che prevedono un obiettivo minimo, delle regole per il raggiungimento dell’obiettivo, i compiti dell’attività e la sfida finale. Ecco, ora comparate questi quattro punti con il ciclo di vita delle slot: vi ritrovate in pieno, no? Il segreto forse è quello, forse no.

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La zona è invece un iperconcentrato: i neurotrasmettitori fermentano in continuazione, come la birra. Scherzi a parte: hanno la capacità di muoversi in un torpore senza darti un vero e proprio obiettivo.

In soldoni, vien tradotto così: è la storia degli uomini che si sfogano con il gioco alle ‘macchinette’ per avere ossigeno dall’opprimente vita che li assale e che li aspetta una volta tornati a casa. Insomma, le cause sono sempre molteplici, ma son sempre problemi.

Un dato sconvolgente è quello che riguarda le donne: sono soprattutto loro a sfuggire dall’ansia da prestazione e dalla combo casa-lavoro che occupa tutto lo spazio vitale, specialmente con dei minori nel mezzo.

In Italia, i numeri sono allarmanti: su 1,2 milioni di giocatori – con patologia praticamente certificata – molto più di un terzo è una donna. L’Osservatorio sui Giochi ha inoltre condotto uno studio: il campione era circa mille persone, praticamente la metà erano donne iscritte a siti di gioco d’azzardo online. Clamoroso, ma non troppo: perché poi le motivazioni sono quelle, e sempre di natura sociale e psicologica. Ecco perché non è raro vedere donne di una certa età, anche straniere, che si ritrovano a tentare la sorte.

La tecnologia è un po’ ‘bastarda’, ma è il futuro. Il nostro, e pure quello delle slot machine. Basta solo tenersi a buona distanza.

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